L'AVETE FATTO A ME
Cooperazione e sviluppo per la salute
Carta degli Intenti

  1. La Parola di Gesù sollecita l’universale propensione dell’animo umano a vivere gesti di aiuto e di solidarietà nei confronti dei più poveri. Questa consapevolezza evangelica vuole essere richiamo vivo e forza spirituale per quanti agiscono in nome dell’Associazione, che vuole testimoniare in modo concreto l’amore per gli ultimi.

  2. Il bene-salute, che è diritto di ogni persona, è l’ambito d’azione privilegiato dell’Associazione, che coinvolge soprattutto personale medico e paramedico e quanti concorrono, in forza della loro professione sanitaria o della sensibilità personale, a raggiungere questo obiettivo.

  3. La scelta di attenzione e servizio ai più poveri vuole essere uno stile di vita della professione sanitaria, nella consapevolezza che, nell’ascolto e nella cura del bisogno dell’altro, si realizza la maturità di ogni individuo e la pienezza di ogni esistenza.

  4. L’Associazione, in ogni suo membro, sa che molte altre realtà si prodigano in favore dei più poveri. E’ quindi disponibile a un coordinamento di energie umane e professionali con altre associazioni presenti nella diocesi di Milano, e a ritrovare, in un’esperienza di condivisione e di solidarietà, sostegno a una fedeltà personale e a una testimonianza ecclesiale.

OBIETTIVI:

  1. Creazione di una banca dati, che raccolga, sul nostro territorio, le disponibilità per un servizio sanitario volontario all’estero e che contenga tutte le informazioni che riguardano le strutture sanitarie (ospedali, centri ambulatoriali, dispensari, ecc.) dei paesi in via di sviluppo o di aree particolari, presso le quali i volontari dell’associazione possono prestare il loro servizio.

  2. Realizzazione di percorsi di formazione per i volontari, che comprendano sia competenze specialistiche legate ai bisogni sanitari specifici della zona del mondo in cui il volontario si recherà, sia elementi di educazione alla mondialità.

  3. Offerta di percorsi di formazione (tirocini, corsi di specializzazione, ecc.) per il personale medico e sanitario proveniente dai paesi in via di sviluppo, con il preciso impegno che le competenze acquisite vengano messe a disposizione del proprio paese d’origine.

  4. Costruzione di una stretta rete di relazioni con le associazioni di volontariato e le ONG di ispirazione cristiana e non, già operanti nel settore sanitario, per coordinare gli interventi e attivare, quando possibile, utili sinergie.

  5. Progettazione di iniziative per sensibilizzare le comunità cristiane sul grave problema della salute nei paesi in via di sviluppo e stimolare l’assunzione di un impegno personale a diffondere una cultura di solidarietà internazionale.

  6. Disponibilità, negli ambiti di intervento, a fornire materiale e strumentazioni tecniche, ove possibile, per il miglior esercizio dell’attività svolta.